Apple ha rinnovato il comparto dei software professionali, Logic (per l’editing audio dedicato ai musicisti) e Final Cut Studio, la suite professionale per l’editing video. A distanza di tre anni dall’ultimo aggiornamento, Final Cut torna con novità molto interessanti che consentono al software targato Apple di consolidare la propria leadership nel mondo della postproduzione video. Rincorso da Adobe Premiere, Final Cut conferma, e di molto, la distanza rispetto ad Avid, che è ormai un veterano scarsamente competitivo e poco apprezzabile se non in quegli ambienti conservatori in cui le funzioni base del montaggio non lineare appaiono ancora – a distanza di sedici anni circa – come novità appetibili.
In breve alcune delle novità del nuovo Final Cut Studio. Da segnalare l’allargamento della famiglia ProRes. Accanto ai ProRes 422 e ProRes 422 HQ, troviamo ProRes 422 (proxy), ProRes 422 (LT) e ProRes 4444. Cos’è ProRes? ProRes è un codec video introdotto da Apple con Final Cut Studio 2, la versione precedente all’attuale, per coniugare una qualità video molto elevata con un utilizzo parsimonioso e non particolarmente esigente delle risorse hardware, processori in primo luogo. La qualità del ProRes – parlo per esperienza diretta nel lavoro – è davvero degna di nota, la lavorazione del video attraverso questo codec offre interessanti margini di flessibilità. In cosa consistono le novità ora introdotte? Il ProRes 422 (proxy) è concepito per l’editing off-line e per macchine con prestazioni più modeste rispetto a una workstation, come i portatili, compresi i MacBook Pro. Il ProRes 422 (LT) è indicato invece per immagini con qualità broadcast, news, eventi. Infine troviamo il ProRes 4444, l’ideale per la lavorazione di video ad altissima fedeltà e elevatissimi standard qualitativi.
Molto utile – viene da esclamare “Finalmente!” – l’esportazione in background dei progetti: in questo modo, è possibile continuare a lavorare mentre Final Cut effettua un’esportazione. Ciò è utilissimo, direi vitale, per chi come me lavora nella produzione video perché la modalità background permette di risparmiare moltissimo tempo, specialmente se ci sono urgenze e tempi strettissimi nella consegna di più lavori.
E ancora: migliorati gli strumenti di gestione della velocità delle clip, la finestra Log and Trasfer, l’utilizzo dei marcatori (più flessibile, anche nella gestione dei metadati ad essi associati), introdotte transazioni alpha, cioè con maschere in movimento… Ora mi sembra sterile fornire l’elenco completo di tutte le novità, per le quali rimando al sito Apple. Una considerazione però è doverosa. Dei programmi della suite (Final Cut Pro, Motion, Color, Sountrack, Compressor, Cinema Tools, Dvd Studio Pro), soltanto DVD Studio Pro non ha subito aggiornamenti. La stessa cosa, per il mercato consumer, è accaduta a iDvd, il software per l’authoring dvd di iLife. Per quanto riguarda il supporto dvd, è da segnalare soltanto il supporto per le codifiche Blu-ray in Compressor, nulla di più. Dvd Studio Pro, ormai da anni, resta inchiodato alla versione 4, senza nuovi sviluppi, mentre Apple pone sempre di più l’attenzione sull’esportazione video verso dispositivi mobile (iPhone e iPod) e il web. Già, il web, la nuova frontiera del video. Non a caso Apple ha abbandonato di fatto lo sviluppo del software dedicato all’authoring professionale dei dvd e insiste sulla condivisione dei video attraverso MobileMe, iTunes, i già citati iPod e iPhone, AppleTv, internet. L’orientamento di Apple fa immaginare – si spera – una riconsiderazione della professionalità video nel web, dove attualmente l’amatorialità impera. Final Cut, che si sta imponendo sempre di più nel cinema (come conferma l’intervista a Coppola nel sito Apple) e sempre di più si sta orientando verso il web, rappresenta un’evoluzione del video che non va affatto trascurata specialmente da con il video lavora quotidianamente. Nuove frontiere di sviluppo saranno segnate proprio dal web: ricerca e concorrenza fra le software house, fra colossi come Apple e Adobe, spenderanno energie e risorse nello sviluppo di codec capaci di offrire qualità elevata al più basso bitrate possibile. In tal senso, credo che l’flv sia uno standard ancora altamente competitivo e leader nella fruizione del video via web.