Il lutto secondo S.Darko

22 agosto 2009 di admin Leave a reply »

sdarkosdarkosdarkoIeri ha debuttato nelle sale cinematografiche italiane S.Darko, sequel di Donnie Darko. La produzione ha stanziato per il film un budget molto limitato, 4 milioni di dollari, e previsto 25 giorni di riprese, davvero pochi per un lungometraggio pensato per il cinema. Le limitazioni di budget hanno indotto il regista Chris Fisher, già noto per aver diretto la serie tv Cold Case, a rinunciare alla pellicola 35 mm e ad adottare la tecnologia digitale. Le scene principali sono state girate con la Red One Camera (forse l’erede digitale della pellicola), mentre per altre porzioni (come l’incidente automobilistico e le riprese dei paesaggi) è stata utilizzata la Sony Ex1, di proprietà del fotografo di scena Marvin V. Rush. Dunque, un film girato interamente in digitale e con mezzi in parte modesti. Molto è lasciato alla post produzione e all’effettistica. La visione del film richiede una buona capacità di analisi, non si tratta di un film “facile”. Innanzitutto, qual è il tema principale del film? Il lutto. Tutto il film racconta il lutto della morte di Donnie elaborato dalla sorella minore Samantha. La sceneggiatura lavora su due livelli: 1) ciò che accade di fatto; 2) l’interpretazione visionaria e metaforica (non allucinatoria) dei fatti in relazione al lutto che logora l’animo di Samantha. Per quanto riguarda il primo livello, il film racconta che Samantha e l’amica Corey viaggiano verso Los Angels quando improvvisamente l’auto su cui viaggiano si rompe cosringendo le due ragazze a fermarsi in un borgo sperduto dell’Utah. Samantha e Corey dormono una notte in un Motel, quella stessa notte muore un giovane colpito da un meteorite. Dopo l’evento, Samantha si separa dall’amica e torna in Virginia. Questo è quello che accade. Il resto del film mette in scena ciò che accade nell’animo di Samantha e la induce a tornare in Virginia. La morte del giovane colpito dal meteorite ha delle affinità con la morte di Donnie, che pure morì colpito da un oggetto piovuto dal cielo, precisamente un motore d’aereo. L’evento riporta Samantha indietro nel tempo, a confrontarsi con la morte del fratello. Il salto temporale costituisce un tema ricorrente del film che  non si traduce banalmente con un flash back, ma con una rivisitazione del passato attraverso eventi presenti. Samantha appare morta e da morta tenta di consolare il giovane annunciandogli l’imminenza della sua fine. Le sequenze temporali non sono lineari e è compito dello spettatore ricostruirle. Mentre Samantha manifesta al giovane l’arrivo della morte, nel suo percorso lei non è ancora morta. Morirà in prossimità della fine del mondo per poi consolare il giovane e dirgli che la sua fine non è soltanto sua, ma riguarda tutta l’umanità. Una consolazione di fronte alla morte che Samantha immagina di rivolgere al giovane, nella realtà oggettiva già morto in circostanze che ricordano la morte del fratello, e che definiscono una traslazione interlocutoria nella quale Samantha parla al fratello, che nel film ha l’immagine del giovane morto a causa del meteorite. Il senso dell’elaborazione di Samantha Darko è una riflessione sulla finitezza umana, di fronte alla quale nemmeno il senso religioso può qualcosa. La chiesa incendiata e le figure torbide del prete e di una fedele indicano l’inadeguatezza della religione di fronte a un evento così traumatico come la morte. Anche il mondo finisce, questo dice Samantha al giovane, quindi al fratello. E se il mondo finisce, come può la vita non avere fine? La fine del mondo è la consolazione in cui trova riparo il giovane nell’attimo della morte, egli muore per un meteorite che sarà il primo di molti altri che decreteranno la fine del mondo. Non più un kosmos eterno che temporalmente si oppone alla finitezza del bios (come da tradizione greca), bensì kosmos e bios inglobati nell’unico destino della finitezza temporale compresa tra nascita e morte. Se tutto finisce, allora la morte non è più così dolorosa, rientra in un destino comune. Questa è la consolazione per Samantha, questo è ciò che determina il superamento del lutto e la volontà di fare ritorno alla propria vita, fare ritorno in Virginia. Tutte le vicende e i personaggi del film animano l’interiorità sconvolta di Samantha. Tutto accade in relazione al dolore che vive la ragazza. La morte delle due ragazze in un incidente (di Samantha prima e di Corey  poi) anticipa simbolicamente la separazione delle due amiche e la scelta di tornare in Virginia. L’incendio della chiesa, come dicevo sopra, è la rottura con la religione, dalla quale Samantha non riceve risposte. Corey rappresenta la fuga, a cui poi Samantha rinuncia. Eventi e personaggi spingono Samantha Darko a confrontarsi con il passato che ha sconquassato la sua famiglia.

S.Darko è un film drammatico fortemente introspettivo che invita a riflettere sulla finitezza della realtà umana. Poco indicato a chi vuole vedere un film soltanto per passare una serata e svagarsi.

A me è piaciuto.

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